Julian Assange prigioniero politico con la complicità del Governo Italiano

Published by Marianna Ceraso on

Ancora una volta i diritti umani passano in secondo piano pur di non compromettere discutibili equilibri politici con le altre forze internazionali. In particolare, ancora una volta il Governo Italiano non prende posizione su una battaglia di civiltà come le terribili vicende che stanno accadendo a Julian Assange.

Alcuni deputati avevano, di fatto, inviato una mozione al Governo Draghi che impegnava il governo italiano a concedere lo status di rifugiato politico a Julian Assange, il fondatore di Wikileaks di cui gli Stati Uniti chiedono l’estradizione al Regno Unito. La mozione aveva già ricevuto parere contrario da parte del Governo, tuttavia ieri è stata discussa dalla Camera dei Deputati, dove è stata bocciata con 225 no, 22 sì e 137 astenuti.

La decisione della Camera è un grave affronto alle lotte fatte negli anni per affermare la libertà di stampa e di opinione, ancora più grave è non far nulla per aiutare un cittadino che è in carcere dal 2019 e che anche l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha stabilito che abbia subito torture psicologiche e fisiche.

Julian è un prigioniero politico e di coscienza in un’Europa che ormai troppo spesso nega diritti umani e non fa nulla per intervenire tempestivamente anche contro i suoi alleati.

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